• Liriodendron tulipifera L.

  • Famiglia: Magnoliaceae
  • Specie: Liriodendron tulipifera
  • Nome Comune:

    Liriodendro, Albero dei tulipani

    Nomi comuni inglesi:
    Tulip tree, Tulip poplar, Yellow poplar

  • Origine

  • America Settentrionale

  • Portamento

  • Il liriodendro è una pianta a foglia caduca che può raggiungere un’altezza di 25-30 metri ed una larghezza di 10-15 metri. Il fusto, diritto, presenta in età giovanile una corteccia liscia e chiara mentre in età avanzata è profondamente solcato da scanalature.  La chioma, moderatamente fitta, ha una forma ovale con contorni regolari, forma che viene mantenuta anche in esemplari vecchi. 

  • Foglia

  • L’effetto ornamentale di questa pianta, oltre al fiore, è in parte legato alla forma originale della foglia che è palmata, tronca all’apice. Durante l’estate il colore delle foglie è verde – lucido sulla pagina superiore e verde chiaro su quella inferiore,  mentre in autunno è giallo-oro.

  • Fiore

  • Fiori, leggermente profumati, simili a tulipani, di colore giallo - verde, compaiono in estate.

  • Frutto

  • I frutti non hanno valore ornamentale. Sono marrone, di forma conica, portati spesso sulla punta dei rami, costituiti da numerosi piccoli acheni alati addossati insieme a spirale. Sono attrattivi per gli uccelli e altri animali selvatici.

  • Caratteristiche Pedoclimatiche

  • Possiede un apparato radicale fittonante in grado di tollerare svariati tipi di terreno, moderatamente alcalini o tendenzialmente acidi, purché freschi e ben drenati. Resiste moderatamente alla siccità e salinità, bene al ristagno idrico. La velocità di crescita è media, il legno ha una discreta resistenza meccanica, preferisce posizioni soleggiate.

  • Esigenze Ecologiche e caratteristiche d'utilizzo

  • Questa pianta può essere utilizzata per viali in aree urbane purché lo spazio di terreno a disposizione delle radici sia ampio. Sicuramente l’impiego migliore è in parchi o aree verdi, anche per l’abbondante massa di lettiera che produce. Preferisce terreni acidi, ben drenati. La siccità può influire causando una precoce defogliazione, specialmente nell’anno del trapianto.

  • Resistenza alle malattie

  • Generalmente resistente, non si segnalano su esemplari adulti patologie significative. E’ sensibile a verticillosi.

  • Varietà

  • ‘Aureomarginatum’
    Cultivar a crescita lenta, dimensioni e forma della chioma simili a L. tulipifera. Si differenzia per il colore giallo – verdastro del margine fogliare, che mantiene con clima fresco per poi tornare verde durante l’estate, e per la colorazione verde – bluastra della pagina inferiore.

     

    ‘Fastigiatum’
    La chioma ha forma piramidale, stretta, le branche laterali crescono in modo assurgente, parallelo al fusto centrale, raggiungendo un altezza massima 12 – 15 metri. Si differenzia dalla specie per la fioritura, la quale risulta inferiore e avviene in età avanzata.

  • Note Colturali

  • Specie di prima grandezza, distanza minima d’impianto tra piante appartenenti alla stessa specie di 9 metri e superficie minima di impianto consigliata di 12 mq.
    Negli ultimi anni in parchi cittadini di località diverse dalla Lombardia e Piemonte è stata osservata l’infestazione di afidi (Illinoia liriodendri). La massiccia proliferazione dell’insetto sembra essere favorita da andamenti climatici di fine primavera–inizio estate segnati da elevate temperature e perdurante siccità. Le chiome infestate assumono un aspetto lucido visibile a distanza a causa della copiosa produzione di melata zuccherina che imbratta, oltre a foglie e rami, manufatti e autovetture sottostanti.
    Sulle foglie che hanno dovuto sopportare una più intensa parassitizzazione non tardano a manifestarsi, all’inizio dell’estate, ingiallimenti totali che precedono la loro caduta anticipata con conseguente rarefazione delle chiome. Qualora si rendesse necessario eliminare i notevoli disagi derivanti da pesante e prolungata infestazione, onde assicurare piena fruibilità degli spazi sottochioma, in alternativa all’impiego di aficidi irrorati sulle chiome si suggeriscono interventi al tronco con tecniche endoterapiche.

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