• Celtis australis L.

  • Famiglia: Ulmaceae
  • Specie: Celtis australis
  • Nome Comune: Bagolaro, Spaccasassi
    Nomi comuni inglesi:
    European hackberry, Southern nettle tree, Honeyberry, Lote tree
  • Origine

  • Bacino del Mediterraneo

  • Portamento

  • Il Celtis australis è una pianta a foglia caduca che può raggiungere un’altezza dai 12 ai 20 metri ed una larghezza dai 12 ai 15 metri. Il tronco massiccio, allargato alla base, presenta escrescenze e costolature. La corteccia è liscia di colore grigio chiaro, piuttosto appariscente specialmente in inverno E’ una pianta ideale per l’ombra grazie alla chioma larga ed ampia, di forma arrotondata.

  • Foglia

  • Foglie alterne a lamina semplice, ovate o lanceolate, dentate con l’apice molto appuntito e contorto, sono di colore verde scuro sulla pagina superiore, mentre quella inferiore è verde-grigia e pubescente. In autunno le foglie, diventano giallo tenue e cadono piuttosto precocemente, dopo i primi freddi.

  • Fiore

  • Fioritura non ornamentale in maggio – giugno con fiori verdi,  portati all’ascella delle foglie e sulla parte terminale dei rami.

  • Frutto

  • I frutti, anch’essi non ornamentali, sono drupe piccole, rotonde, di colore dapprima verde-giallastro poi blu - nerastro, riunite in corti grappoli, attrattivi per gli uccelli e altri animali selvatici. Tuttavia, presentano l’inconveniente di aver un nocciolo duro e rugoso, per cui quando cadono su marciapiedi o altre superfici simili possono far scivolare i pedoni.

  • Caratteristiche Pedoclimatiche

  • Pianta molto rustica, possiede un apparato radicale in grado di tollerare svariati tipi di terreno, purché moderatamente alcalini e ben drenati. Sopporta male i suoli compatti ed asfittici. Apparato radicale costituito da grosse radici molto espanse che penetrano profondamente nel terreno e da radici superficiali che, specialmente in terreni compatti, tendono ad affiorare e sollevare marciapiedi e/o strutture similari. Resiste molto bene alla siccità, al vento, all’inquinamento atmosferico e a una moderata salinità. La velocità di crescita è media, preferisce posizioni soleggiate.

  • Esigenze Ecologiche e caratteristiche d'utilizzo

  • La specie ha bisogno di potature sia nella fase giovanile d’allevamento, sia una volta messa a dimora. Spesso, le branche di grosso diametro sono in numero esiguo e, se la loro crescita non è regolata con la potatura, si possono creare fenomeni di corteccia inclusa in prossimità del fusto principale. Questo può essere evitato potando con tagli di ritorno sulle branche più grosse, in modo da rallentarne la crescita, a favore di branche più piccole che hanno così la possibilità di svilupparsi. Le potature sono importanti per sviluppare branche ben distribuite e robuste, proprio per la tendenza del celtis, a differenza della maggior parte degli altri alberi, a formare corteccia inclusa. Altra caratteristica di questa pianta è l’apparato radicale superficiale che, specialmente in terreni compatti, è in grado di sollevare i marciapiedi e costituisce un ostacolo alle operazioni di sfalcio del prato.  Per evitare quest’inconveniente è necessario porre la pianta ad una distanza dai marciapiedi o altre strutture similari, di almeno 3 metri. Questa pianta, se sottoposta a danneggiamenti meccanici sul fusto, è suscettibile a fenomeni di degrado e carie del legno, per cui è importante che tosaerba o altri mezzi meccanici non provochino ferite al fusto o al colletto. La crescita migliore si ha in pieno sole nella maggior parte dei terreni, tuttavia è in grado di svilupparsi discretamente anche in suoli poco ospitali, in tal caso la crescita sarà rallentata. Trova utilizzo in zone ruderali, parchi, ampi giardini e nella realizzazione di viali alberati su strade, parcheggi e aree residenziali.

  • Resistenza alle malattie

  • Generalmente resistente, non si segnalano su esemplari adulti patologie significative.

  • Varietà



  • Note Colturali

  • Specie a grande sviluppo con crescita lenta, richiede una distanza minima d’impianto 9 metri e superficie minima di 12 mq. L’epoca d’impianto va da ottobre a marzo per piante in zolla.
    Al momento della messa a dimora prestare particolare attenzione a rimuovere tutte le radici spiravate particolarmente frequenti nella specie, evitando in tal modo la formazione di radici strozzanti e avvolgenti, vale a dire radici che avvolgono la base dell’albero impedendone l’accrescimento e la normale traslazione di acqua ed elementi nutritivi. Le radici strozzanti, inoltre, causano problemi di ancoraggio dell’intera pianta, con rischio di ribaltamento.
    La tendenza del Bagolaro a sviluppare radici superficiali capaci di sollevare e rompere lo strato bituminoso la rende un’alberatura di difficile gestione in ambito urbano. Il problema è accentuato in spazi di crescita troppo ristretti non idonei a garantire un adeguato sviluppo radicale. Nella gestione delle alberate urbane la scelta di specie di prima grandezza come il Celtis impone scelte progettuali idonee quali: realizzazione di un’unica aiuola lineare con larghezza minima di 1,5- 2 metri o singole aiuole di 2,5 x 2,5 metri. Soluzioni ancora più raffinate prevedono la realizzazione di pavimentazioni sollevate rispetto alla rizosfera, prevenendone il compattamento, e quindi l’affioramento, oppure l’utilizzo di suoli adatti a sostenere elevati carichi ma nello stesso tempo capaci di garantire un’adeguata micro e macro porosità. L’ampio sviluppo radicale garantisce una buona capacità di resistere alla siccità, è necessario intervenire con irrigazioni in caso di esemplari giovani o di periodi di siccità molto prolungata. La potatura è ben tollerata e utile nei nuovi impianti per impostare correttamente lo sviluppo delle branche; in soggetti maturi è bene limitare gli interventi alla rimozione di rami secchi e quelli danneggiati o ammalati.
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