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Carpinus betulus L.
- Famiglia: Betulaceae
- Specie: Carpinus betulus
- Nome Comune: Carpino comune, Carpino bianco, Carpino europeo
Nomi comuni inglesi:
European hornbeam, Common hornbeam, Musclewood, Ironwood
Origine
- Europa, Italia, Asia minore
Portamento
- Albero che può, in ambiente ottimale, raggiungere altezze elevate (anche 25 metri) e una larghezza di 12, con chioma fitta, ovale - allungata. Caratteristico il tronco, di colore grigio scuro, che risulta spesso contorto, con rigonfiamenti a spirale e finemente ramificato dalla base.
Foglia
- Foglie decidue, a lamina ellittica, alterne, ovato-oblunghe, doppiamente seghettate. La pagina superiore è verde scuro e glabra mentre quella inferiore è più chiara e pubescente. In autunno le foglie assumono inizialmente una bella colorazione gialla arancio, poi marrone e persistono secche sui rami per tutto l’inverno.
Fiore
- Fioritura non ornamentale; pianta monoica ha fiori maschili riuniti in lunghi amenti giallastri portati sui rami dell’anno precedente mentre quelli femminili sono riuniti in spighe verdi e portati dai rami dell’anno. Compaiono contemporaneamente alle foglie
Frutto
- Infruttescenze giallo-verdastre, poi marrone, pendule, formate da brattee membranose trilobate. Ognuna porta una piccola noce
Caratteristiche Pedoclimatiche
- Pianta caratterizzata da un’estrema rusticità (resiste a temperature minime oltre i – 15°) e da una media rapidità di accrescimento; resiste al vento, alle gelate, alle nebbie, al clima siccitoso, al sole e all’inquinamento atmosferico. Preferisce il sole o la mezz’ombra. Si adatta in generale a ogni tipo di terreno purché ben drenato e non salino. L’apparato radicale profondo e sviluppato, costituito prevalentemente da una fitta trama di radici di medie dimensioni, assicura alla pianta un ottimo ancoraggio anche in terreni poco consistenti o scoscesi.
Esigenze Ecologiche e caratteristiche d'utilizzo
- Impiegato, per la bella conformazione della chioma, per viali, parchi, alberature stradali e piccoli giardini; molto apprezzato anche in siepi (sia frangivento che di confine) o nella forma piramidale. Importante la notevole resistenza all’inquinamento. Sopporta bene le potature e l’allevamento a siepe formale
Resistenza alle malattie
- Generalmente resistente, solamente negli ultimi anni in pochi casi sono stati osservati cancri sul fusto. In particolare in Lombardia dagli anni Ottanta in poi sono aumentate le segnalazioni di morie di Carpino bianco: le alberature colpite si caratterizzano da vistosi sintomi sui tronchi e sulle branche colpite. La sintomatologia tipica è la comparsa sulle parti colpite di masse di tipo resinoso di colore variabile dal giallo al rosso in corrispondenza delle quali si evidenzia la formazione di cancri corticali. L’asportazione dello strato esterno rileva l’imbrunimento del legno giovane e le branche colpite progressivamente deperiscono per poi seccare. L’evolversi del cancro sul fusto provoca la morte dell’intera pianta. Gli studi su questa moria hanno portato ad individuare come responsabili della malattia due differenti forme fungine: Endothiella spp che sviluppa cirri gialli sulla corteccia e Naemospora spp con strutture riproduttive caratterizzate da masse resinose rossastre.
La diffusione della patologia sembra favorita dall’abbondante produzione di inoculo la cui dispersione è affidata sia all’acqua che all’intervento umano (potatura) che permettono il trasferimento dei propaguli. Sulla base delle attuali conoscenze la lotta si basa esclusivamente sulla rimozione degli organi o degli esemplari infetti mentre i trattamenti fungicidi sembrano avere una ridotta efficacia per devitalizzare temporaneamente l’inoculo.
Varietà
- ‘Fastigiata’
Questa varietà, utilizzata molto frequentemente, cresce in altezza fino a 15 metri e in larghezza fino a 9 metri. Si allarga a ventaglio fin dalla base formando un albero dalla chioma colonnare o ovale molto fitta. Le foglie, fiori e frutti presentano le caratteristiche della specie. La crescita è principalmente verticale. La corteccia, grigia e liscia, protegge il legno estremamente duro e resistente tanto che veniva utilizzato dai Romani per la costruzione di carri. L’apparato radicale è in grado di tollerare svariati tipi di terreno, resiste molto bene alla siccità e a una bassa salinità. E’ un albero che cresce lentamente, molto resistente alle rotture, vive in posizioni sia soleggiate che in mezzombra. Questa cultivar è ideale per creare siepi, barriere verdi, schermi frangivento, viali per zone residenziali o per strade. Si può utilizzare anche in gruppi di esemplari in parchi e giardini. E’ comunque indicata in tutte quelle situazioni, dove gli spazi orizzontali sono limitati. Tollera qualsiasi potatura, anche se l’habitus vegetativo le rendono raramente necessarie. L’estrema capacità di adattamento rende questa pianta idonea a essere impiegata in aree urbane dove l’inquinamento, lo scarso drenaggio, il costipamento del terreno e la carenza d’acqua sono situazioni frequenti. La pressoché totale assenza di malattie, unita alle caratteristiche sopra elencate, colloca questa specie tra quelle a bassa manutenzione.
‘Frans Fontaine’
Selezionata in Olanda nel 1983, è la varietà più piccola di carpino bianco. Può raggiungere un’altezza massima di 10 metri e una larghezza di 3. La chioma di forma piramidale - ovale, quasi colonnare, è molto fitta. Può essere allevata come albero o ramificata dalla base. I rami giovani sono di colore grigio mentre il fusto e le branche più vecchie sono grigio scuro con la corteccia molto liscia. Le foglie sono più larghe e spesse rispetto a ‘Fastigiata’. Non vi sono frutti, perché questa varietà porta solo fiori maschili. Più esigente in fatto di terreno, preferisce suoli fertili, profondi, tendenzialmente argillosi. Molto resistente al vento, per le dimensioni contenute, si presta molto bene ad essere utilizzata in vie o strade di aree urbane con poco spazio a disposizione.
Note Colturali
- Specie arborea di seconda grandezza, distanza minima d’impianto 6 metri e superficie minima a disposizione per singolo soggetto arboreo di 6 mq. In clima particolarmente ventoso si consiglia di assicurare i giovani alberi a dei lunghi tutori solidi, in modo da evitare che il vento possa scalzare le giovani radici poco sviluppate; può capitare che gli esemplari di pochi anni temano il freddo intenso e il vento.
Epoca e sito di impianto: da novembre a marzo per piante in zolla.
Trova impiego anche in ars topiaria in virtù della sua resistenza agli interventi cesori.
Associati
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