• Acer saccharinum L.

  • Famiglia: Aceraceae
  • Specie: Acer saccharinum
  • Nome Comune: Acero saccarino, Acero bianco, Acero argentato
    Nome comune inglese:
    Silver maple
  • Origine

  • America Settentrionale
  • Portamento

  • Albero di grandi dimensioni che può arrivare ad un altezza di 20 metri,  ha una chioma arrotondata ed espansa.

  • Foglia

  • Foglia decidua, palmata con 5 lobi molto marcati, con margine dentato. Di colore verde chiaro la pagina superiore mentre la pagina inferiore, ricoperta di peluria bianca, è argentata. In autunno le foglie assumono una interessante colorazione gialla.

  • Fiore

  • Fioritura non interessante con fiori giallo-verdastri, riuniti in infiorescenze (corimbi) a 5 petali che fioriscono in marzo-aprile.

  • Frutto

  • Disamare con ali incurvate a ferro di cavallo. Non ornamentale

  • Caratteristiche Pedoclimatiche

  • Pianta molto rustica, con elevata rapidità di sviluppo, si adatta a qualsiasi terreno, inclusi i salini,  sopportando bene anche  il ristagno idrico. E’ invece sensibile al clima siccitoso e al vento. Tollera piuttosto bene l’inquinamento atmosferico. L’apparato radicale , moderatamente profondo, è costituito da un fitto reticolo di radici di piccole e medie dimensioni.  Le radici principali superficiali sono in grado di sollevare marciapiedi o altre superfici simili.

  • Esigenze Ecologiche e caratteristiche d'utilizzo

  • Impiegata sia isolata che in gruppo soprattutto in parchi e zone ruderali; meno adatta alla costituzione di viali per la fragilità del legno. Questa pianta si presta molto bene ad essere collocata in zone molto umide, e in terreni acidi, tuttavia per l’alta adattabilità cresce bene anche in aree urbane dove l’inquinamento, lo scarso drenaggio, il costipamento del terreno e la mancanza d’acqua sono situazioni frequenti. Le radici, spesso, sono superficiali e di conseguenza possono essere d’intralcio per le operazioni di sfalcio del prato, inoltre sono in grado di introdursi all’interno di serbatoi di drenaggio dell’acqua o di condutture fognarie che presentano rotture o crepe. Il fitto reticolo di radici esercita anche una forte competizione con arbusti o piante situate nelle immediate vicinanze. A causa della scarsa resistenza del legno, va piantata lontano da abitazioni o zone frequentate da persone. Se, da un lato l’abbondante fogliame che in autunno assume un colore giallo brillante conferisce alla pianta un interessante effetto decorativo, dall’altro si presenta il problema della notevole massa di foglie da raccogliere. L’acero saccarino ha un alto potenziale invasivo nei giardini perché produce un’abbondante quantità di semi da quali si originano spontaneamente altre piante.

  • Resistenza alle malattie

  • Questa specie è suscettibile a diverse avversità: afidi, cocciniglie, verticillosi. Infestazioni elevate di afidi possono determinare la caduta delle foglie. Solamente in casi particolari è necessario ricorrere al controllo chimico, perché generalmente gli afidi sono controllati dai predatori naturali. Le cocciniglie, raramente possono creare problemi. La malattia sicuramente più pericolosa è la verticillosi che può provocare la morte delle branche fino all’intera pianta.

  • Varietà

  • 'Pyramidale’
    Questa cultivar di acero saccarino presenta una forma colonnare della chioma, moderatamente fitta, è di rapida crescita e può raggiungere un’altezza anche di 20 metri. Si adatta molto bene alle zone umide, attecchisce facilmente e riesce a crescere dove le condizioni sono limitanti per molte altre. L’apparato radicale è superficiale e si adatta ad una larga varietà di suoli (argillosi, limosi, sabbiosi, acidi, allagati anche per lunghi periodi, ben drenati). Cresce sia in posizioni soleggiate sia in mezzombra, sopporta bene la siccità meno la salinità del suolo. Le foglie sono palmate, verdi in estate e assumono valore ornamentale quando diventano gialle in autunno. I fiori, di colore rosso, sono appariscenti.  I frutti, ramoscelli e foglie alla caduta formano uno strato notevole di lettiera. La corteccia è sottile e si danneggia facilmente, i rami durante l’accrescimento tendono a piegarsi per cui vanno effettuate leggere potature per irrobustire il fusto centrale. Il legno debole determina una scarsa resistenza alle rotture, specialmente a livello delle biforcazioni. Per quanto riguarda l’utilizzo si rimanda alla specie.

  • Note Colturali

  • Specie di  seconda grandezza, distanza minima di impianto 7 metri e superficie minima a disposizione per il singolo soggetto di 9 mq.
    Epoca d’impianto da ottobre a marzo per piante in zolla.
    L'Acero saccarino è fra le specie arboree maggiormente utilizzate in Italia come pianta ornamentale, sia per la rapida crescita sia per il portamento decorativo. Nonostante la sua ampia diffusione è una specie soggetta ad una vasta serie di problematiche che si verificano per lo più su piante adulte poste a dimora.
    Le problematiche più frequenti sono legate alla modalità di crescita di questa pianta, che si presenta spesso policormica con angoli di inserzione alla base eccessivamente stretti e con problemi di inclusione corticale. Al contrario quando gli angoli d’inserzione dei rami risultano troppo aperti, questi sono soggetti a facili scosciature. Specie poco tollerante alle potature; il legno molto tenero è soggetto ad essere aggredito da carie e marciumi specie su grossi tagli mal cicatrizzati.
    In Lombardia l’Acero saccarino è fra le specie arboree maggiormente interessate dall’attacco di Anoplophora chinensis insetto xilofago di origine asiatica. Il cerambicide è stato rinvenuto in Europa in Olanda ed in Francia mentre in Italia l’area di infestazione sembra attualmente limitata alla provincia di Milano e Varese. La colonizzazione di nuovi areali da parte di questo insetto è dovuta principalmente al commercio e all'importazione di materiale vegetale infestato e rappresenta un serio problema per la produzione di piante ornamentali in vivaio e per piante di latifoglie ospiti, site in viali, parchi e giardini sia pubblici che privati. La pericolosità dell’insetto è legata principalmente all’attività delle larve che scavando gallerie nella parte basale della pianta, oltre che nelle radici, penetrano e si approfondiscono nutrendosi della parte legnosa. Questo determina un indebolimento strutturale, con possibile compromissione della stabilità delle piante attaccate, comportando il rischio di conseguente schianto o stroncamento improvvisi. Utile indicazioni della presenza del Cerambicide sono il ritrovamento di rosura delle larve e dai fori di sfarfallamento alla base delle piante, in particolare sulle radici affioranti, e dal disseccamento dei rametti apicali in seguito alle erosioni di alimentazione degli adulti. .
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