Cosa Facciamo
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Il recepimento della Direttiva Comunitaria 2008/64/CE che esclude dal 1° settembre l'intera Provincia di Mantova dalla zona protetta per il patogeno Erwinia amylovora (Colpo di fuoco batterico), ha destato notevoli preoccupazioni tra i vivaisti, poiché alcune specie vegetali (tab 1) non possono più essere commercializzate liberamente. La suddetta Direttiva, riconoscendo che il territorio mantovano non è più zona "indenne" dalla patologia in questione e che, di conseguenza, le piante ospiti ivi prodotte, possono essere potenzialmente "infette", per evitare la diffusone del patogeno, limita la vendita solamente a quelle poche zone italiane ed estere classificate "non indenni".
Sulla base di dati forniti dalle aziende associate al CSF, è stato stimato che, solamente prendendo in esame le specie più rappresentative, sono coltivate sul territorio mantovano oltre 100.000 piante sensibili a colpo di fuoco.
Considerando che il valore medio di una pianta si aggira sui 60 € si può stimare un danno economico, senza contare quello all'immagine, di oltre 6.000.000 di euro.
Il Centro Servizi per il Florovivaismo già alla fine di luglio si è attivato per tutelare i produttori, coinvolgendo il Servizio Fitosanitario Regionale.
Il risultato si è concretizzato con la pubblicazione del Decreto regionale n° 9570 del 08-09-08 che istituisce per alcuni Comuni Mantovani la zona tampone MN1, in cui è di nuovo possibile produrre e commercializzare come in passato le specie sensibili al patogeno Erwinia amylovora, purchè tale attività venga sottoposta ad una rigida serie di controlli, che prevedono oltre a verifiche amministrative anche una serie di visite in campo e l'analisi di laboratorio di campioni vegetali per attestarne la sanità.

